A704 Bassano Romano

Bassano Romano
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Bassano Romano
Paese che sorge nel mezzo dei monti Sabatini dove i boschi fanno da cornice
al palazzo Odescalchi e al suo caratteristico borgo medievale.
Il  Bel Paese
  
  
Paesaggi e dintorni



Bassano Romano è una città architettonicamente e artisticamente interessante.Sulla piazza Piazza Umberto I, risultato delle trasformazioni urbanistiche avvenute tra il ‘600 e l’’800, si affacciano la Chiesa di Santa Maria Assunta, i palazzi storici risalenti al XVIII secolo e il Palazzo Giustiniani-Odescalchi al cui interno si possono ammirare dipinti, affreschi e statue  in stile classico.



Dal punto di vista naturalistico Bassano offre vasti boschi, una faggeta, radure e spazi verdi incontaminati appena fuori città. Poco distante su una
altura dalla quale si può ammirare uno scorcio della bassa Tuscia Viterbese soerge la chiesa di San Vincenzo risalente al Seicento voluta e costrutia dai Giustiniani.  All'interno della Chiesa troviamo  la statua del Cristo Redentore attorno a cui ruota una leggenda legata a Michelangelo. Si racconta che mentre scolpiva il marmo si accorse che una macchia nera ne "deturpava" il viso. Si rifiutò di proseguire a lavorare un marmo con un "difetto" così grave e abbandonò il lavoro.



  
 
Antichi momenti

Estratto su Bassano di Sutri dal Dizionario di Erudizione Storico Ecclesiastica
del Cavalier Gaetano Moroni Romano del 1861. Contiene una descrizione dettagliata di Bassano Romano
(all'epoca "di Sutri").

http://www.giustiniani.info/bassano.html

LA GUERRA DEL CANNONE
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Nel 1799, sotto la dminazione napoleonica, durante i mesi di marzo ed aprile iniziano, in Toscana, le   insorgenze contro i francesi che a causa delle grandi e forti tasse, le numerose rapine e i molteplici saccheggi avevano ridotto alla miseria i ricchi borghesi e persino dei principi. Ai toscani si unirono gli umbri, i sabini, i  laziali ed i campani che iniziarono una rivolta contro i francesi che si concluse con la sconfitta dei transalpini e con l'instaurazione di un governo provvisorio a Viterbo.
Anche Bassano conobbe questi tragici avvenimenti e grazie al Rev. Giacomo Marchetti, curato di Bassano alla fine del ‘700 che ci ha tramandato una dettagliata testimonianza.
Fino alla metà dell’anno 1799 la convivenza dei bassanesi con i francesi era stata abbastanza tranquilla, poi per una questione legata all’utilizzo di un cannone, lasciato l’anno precedente nelle campagne nei pressi di Bassano dalle truppe napoletane inseguite dai francesi, si riscaldarono gli animi. I bassanesi volevano utilizzare l’armamento per ricavarne nuove campane per la chiesa, però lo stesso era reclamato dagli oriolesi. Il 22 luglio un plotone francese, guidato da un certo Antonio Aquilani, romano accasato in Oriolo, giacobino e comandante della piazza di Oriolo, si recò a Bassano per avere ragione di quanto da lui sostenuto. La popolazione bassanese si coalizzò contro l’Aquilani e questi, vista la sgradita accoglienza dovette ritirarsi senza avere ottenuto ciò che Oriolo pretendeva. Ovviamente il comando francese, volendo avere soddisfazione dell’affronto, il 24 luglio inviò una truppa di soldati, al comando dell’ufficiale Saì, che giunse a Bassano alle ore 15,00. L’inaspettato arrivo prese di sorpresa la popolazione che in gran parte si rifugiò nella macchia e nelle vicine campagne. I soldati stanziarono nell’atrio e nelle stanze del piano terra del palazzo Giustiniani. Dopo poco fu fatto pubblicare il bando con il quale si ordinava il deposito di tutte le armi. In un primo momento la truppa francese soggiornò a Bassano senza provocare rappresaglie e attendendo che gli fossero portate a loro cospetto le persone sospettate di sobillazione. Il giorno dopo l’arrivo della milizia francese, alcuni bassanese ritennero utile avvisare le truppe insorgenti che si trovavano a Ronciglione e così, presentandosi al comandante di questi, il conte Martinelli, riferirono quanto stava succedendo a Bassano. Il Conte acconsentì l’aiuto e inviò circa trecento insorgenti con un piccolo cannone. Giunsero a Bassano verso le ore 23,00 e rimasero nascosti nel castagneto di Fogliano per tutta la notte.
La mattina del 25 luglio gli insorgenti organizzarono l’opera di accerchiamento ed iniziarono a sparare. La milizia francese, sbarratasi all’interno del palazzo, rispose al fuoco. L’effetto sorpresa e la forza degli insorgenti, con l’aiuto di volontari bassanesei, ebbe ragione sui francesi che si ritirano precipitosamente attraversando il parco del principe. Nella battaglia perirono una decina di francesi, altri perirono durante la fuga. Gli insorgenti, dopo essersi rifocillati, lasciarono Bassano, alla volta di Ronciglione. A seguito della rivolta avvenuta a Bassano come in altri paesi vicini, il Generale Garnier, comandate delle truppe francesi, ordinò il saccheggio.
Il 28 luglio fu invasa Ronciglione e dopo una cruenta battaglia fu messa in ginocchio. A Bassano si aspettava da un momento all’altro l’arrivo delle milizie: molte persone avevano cercato di portare in salvo gli oggetti di valore, nascondendoli e nascondendosi nelle campagne Il 31 luglio, alle ore 21,30, si udì il primo sparo proveniente dalla Madonna dei Monti era la truppa francese proveniente da Bracciano e Tolfa, temendo un’imboscata da parte dei bassanesi, i francesi attesero l’arrivo dei rappresentanti del posto che chiesero di risparmia il paese. Il saccheggio iniziò da li a poco: fu distrutto tutto al loro passaggio così pure gravissimo danno fu arrecato alla Casa Giustiniani. Furono portati via molti beni di valore, alcuni, specialmente quelli religiosi, si salvarono perché nascosti, come il busto in argento di San Gratiliano. Nonostante le ruberie i francesi non erano soddisfatti, ma la pace, per intercessione della Principessa Giustiniani al Generale Garnier in Roma, si ottenne alla condizione che Bassano versasse al comando francese di Bracciano "piastre seicento di argento, botti 16 di vino, due belle vaccine".
Il 19 agosto giunsero a Bassano 13 soldati ungheresi da Ronciglione che unitisi a 60 bassanesi si incamminarono verso Oriolo per vendicarsi di coloro che avevano aiutato i francesi a devastare Bassano. Saccheggiarono quattro o cinque case. Con questo atto iniziò un’altra cruenta disputa. Il 25 agosto l’armata francese di circa 350 soldati si addentra nel territorio bassanese dalla parte della Madonna dei Monti. La truppa degli insorgenti, composta da 50 ungheresi, ottanta aretini e ottanta bassanesi, si attesta nei pressi dell’ultimo portone del giardino. Dopo poco iniziò la battaglia che crebbe all’interno del giardino e continuò nel paese. Altri valorosi bassanesi allargarono le fila degli insorgenti e tutti insieme riuscirono a cacciare le truppe francesi che si ritirano a Oriolo. Non soddisfatti dai aver cacciato il nemico la milizia bassanese si protrasse fino ad Oriolo e se ne impadronirono, i francesi si diedero ad una rapida fuga verso Canale e Rota. Alcuni bassanesi ritornarono a casa altri invece, insieme agli ungheresi, partirono per Bracciano e conquistarono la fortezza dove alloggiavano i francesi. Il 30 agosto fu mandata contro Bassano una nuova armata di circa 1000 persone "costituita da francesi, patriotti e giacobini romani, bagarini, ebrei ed altra peggior feccia di Roma, che fu guidata quasi a forza con la promessa di un saccheggio, giacché, essendosi Bassano fatto un nome, temeva ognuno di venirsi".Il numero elevato degli invasori spaventò gli insorgenti che si diedero alla fuga e la popolazione rimase smarrita. Il 31 agosto, alle ore 22,00 giunse l’armata che dopo poco iniziò un altro e più minuto e rigoroso saccheggio: "Fra le cose più esecrande e sacrileghe che commisero, fu quella di prendere l’urna dove si conservavano le sante ossa di San Luciano Martire, aprirla con scalpello, prendere le sante ossa e disperderle per la chiesa insieme con l’urna . Nella chiesa di San Filippo ruppero la sacra urna dove si conservava il corpo di Santa Adriana martire, avendo inoltre franto e sganassata la stessa che era sana ed intiera, lasciandola in mezzo alla chiesa, che parimenti venne il tutto piamente raccolto"."Il 29 ottobre evacuarono i francesi da Roma, fu stabilito il governo provvisorio del Conte Naselli per Sua Maestà siciliana, e così terminò la Repubblica Romana e terminarono con al decadenza le disgrazie e le ruine di Bassano".


  
Il mio bel giardino

C'è più piacere nel fare un giardino che nel contemplare un paradiso.
(Anne Scott-James)


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